Accordi semplificati 1 - Introduzione

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In questa prima puntata vedremo alcune tecniche per rendere più semplici e…riposanti (?) le nostre parti di chitarra.

Introduzione

I chitarristi passano la maggior parte del tempo a suonare parti ritmiche…nonostante molti vorrebbero rimanere in assolo per il 95% del brano! La verità è che saper suonare la chitarra ritmica è un’abilità fondamentale che ogni chitarrista dovrebbe avere.

Sicuramente una delle prime difficoltà che si possono incontrare è la fatica: un giro di accordi ripetuto, anche se semplice, tende a fiaccare entrambe le mani. Dopo qualche minuto si comincia a perdere precisione e pulizia, il tempo non è più regolare, si sbagliano gli accordi: uan brutta situazione!

La soluzione che proponiamo può sembrare banale a prima vista, ma esaminandola bene e soprattutto provandola se ne potrà apprezzare la validità.

Parola d’ordine: semplificare

Eh, già, il segreto sta tutto qui. Ma in concreto, che possibilità di semplificazione ci potrebbero essere? E poi non si corre il rischio di perdere qualche colore importante, o peggio di banalizzare? Calma, calma, adesso ci arriviamo.

Innanzi tutto ci sono diverse aree di intervento possibili, tutte relative esclusivamente alla parte di chitarra ritmica:

  • semplificazione degli accordi;
  • semplificazione del ritmo;
  • controllo della dinamica.

In questo appuntamento però ci occuperemo solamente degli accordi: non perdetevi le prossime puntate allora!

Accordi

Il passo più importante, come avrete capito, è la semplificazione degli accordi, che si effettua, udite udite…togliendo note!!!

“Ma come, tutto qua?” vi direte…ebbene sì, spesso togliere note può arricchire un arrangiamento, donandogli maggiore “aria”, lasciando più spazio agli altri strumenti e senza farsi minimamente appiattire in un angolino dello spettro sonoro. Vediamo qualche esempio.

Nella tabella qui sotto sono riportati i casi più frequenti di semplificazione di accordi maggiori formati da tre note, detti anche triadi maggiori. La nota cerchiata è la fondamentale, quella che da il nome all’accordo insomma.

Triadi maggiori
Versione completa Alternativa n.1 Alternativa n.2
Schema 1.a Schema 1.b Schema 1.c
Schema 2.a Schema 2.b Schema 2.c N.B: in questo caso la fondamentale non è nemmeno suonata!
Schema 3.a Schema 3.b Schema 3.c

Viene lasciato come esercizio al lettore il completamento di questi schemi con:

  • triadi minori e diminuite;
  • quadriadi maggiori;
  • quadriadi minori e diminuite;
  • estensioni: 9a, 11a, 13a, e combinazioni varie.

Noterete quasi subito che molte forme saranno assolutamente identiche: ad esempio un’accordo minore di settima (quadriade) sarà uguale ad uno maggiore (triade), mentre uno di 7/#9 sarà uguale ad uno semidiminuito…mai sentito parlare di sostituzione di accordi?

Il punto ora è questo: bisogna suonarli per poterne apprezzare l’efficacia. La prossima volta che andate in sala prove, approfittatene per sperimentare questi accordi insieme a tutto il gruppo, noterete subito che il “sapore” dei brani non cambierà, in compenso il sound sarà molto più chiaro e soprattutto vi stancherete di meno! Garantito ;)

Alcune precisazioni

Molti mi hanno chiesto che programma ho usato per realizzare gli schemi degli accordi, e la risposta è stata per molti di loro sorprendente. Non ho utilizzato programmoni per scrivere intavolature o roba simile, solamente Inkscape, un programma gratuito e open-source per il disegno vettoriale.

Ecco il disegno (in formato SVG) che ho utilizzato come template, sentitevi liberi di utilizzarlo come vi pare e piace:

Scarica il Template grafico per disegnare gli accordi (SVG)