Un workflow affidabile ed efficiente per gestire le proprie foto digitali
Introduzione
Fare fotografie è bello. Fare TANTE fotografie è ancora più bello. Non sapere dove sono finite o, peggio ancora, perderle definitivamente è brutto, bruttissimo.
In questo articolo voglio illustrare il mio metodo di lavoro per quanto riguarda la fotografia digitale. Non aspettatevi che vi riveli il segreto ultimo dell'archiviazione perfetta, perché non esiste. Ho solo trovato un metodo di lavoro che funziona per me e che potrebbe, per qualche oscura coincidenza, funzionare anche per voi. Vediamolo insieme.
Il perché
Lavorando conquotidianamente con i computer o con le nuove tecnologie in generale ci si rende conto di un fatto inquietante: la potenza dell'informatica può facilmente sfuggire al nostro controllo. Purtroppo la gente comune è portata a considerare i computer, le chiavette USB, i dischi e quant'altro come contenitori "fisici" dove metterci le proprie "cose" e ripescarle alla bisogna, ma non si rendono conto che le "cose" che ci mettono dentro sono in realtà informazioni. Tante, per giunta, e molto fragili. Con una qualsiasi macchina fotografica digitale, o addirittura un telefono cellulare, è possibile scattare migliaia di fotografie e registrare ore e ore di video. Crearsi sterminati archivi dei nostri ricordi è, almeno in apparenza, molto più facile.
Purtroppo tutte queste aspettative sono destinate a essere deluse, o perlomeno ridimensionate. Il fatto è che, prima o poi, a tutti capiterà (se non è già successo!) di perdere dei dati. È una considerazione amara, ma vi giuro che è la verità e non ve la sto gufando. I PC si rompono, i fulmini... fulminano, gli hard disk si rompono da soli anche senza l'aiuto di agenti esterni, i ladri adorano entrare nelle case e fregare PC, portatili, dischi esterni e pure i CD di backup!
Avere un flusso di lavoro efficiente, coerente e soprattutto stabile può aiutarci a minimizzare gli effetti di una delle catastrofi viste sopra, oltre a facilitare l'utilizzo pratico di tutti i nostri digital asset.
Il percome
Sintetizzando al massimo, ecco in cosa consiste il mio personale (non smetterò mai di ripeterlo) flusso di lavoro per la gestione delle fotografie:
- scattare;
- trasferire su PC;
- (opzionale) backup preliminare su CD-RW oppure DVD-RW;
- conversione da RAW;
- rating & tag;
- archiviazione;
- backup;
- utilizzo: ricerca, fotoritocco, ecc.
Questo è il processo a grandi linee. Suona complicato? Vi assicuro che non lo è affatto, soprattutto se si è piuttosto allergici alla burocrazia inutile come il sottoscritto. Ma non chiamiamola burocrazia, chiamiamola organizzazione, progettualità, ordine, pulizia, quello che vi pare. Suona meglio, no?
Vediamo in dettaglio come procedere, quindi.
0 - Preparazione
Uno dei punti di forza di questo metodo è che si basa esclusivamente sull'utilizzo di una struttura particolare delle cartelle, non richiede quindi software specifici. Per prima cosa, quindi, create questa struttura di all'interno del vostro spazio di lavoro:
/da_fare /1_process_original /2_rating_and_tag /3_ritoccare_or_archiviare
Ogni volta che eseguo un'operazione su un file, il passo successivo è spostarlo da una cartella all'altra. In questo modo posso interrompermi a metà, rispondere al telefono, cambiare idea, ecc., senza dover impazzire con elenchi, file Excel o altre follie simili. Lo stadio di elaborazione di un'immagine è... la cartella dove si trova. Semplice, vero?
1 - Scattare
Questa è sicuramente la fase più divertente, oltre che fondamentale. Senza le foto non ci sarebbe un "flusso di lavoro", vi pare? Per questa fase l'unico accorgimento che adotto, e che vi consiglio caldamente (non vi posso certo obbligare...), è questo: salvate le immagini in RAW, se possibile.
Avere le immagini originali in RAW infatti consente di eseguire due operazioni fondamentali nella fotografia digitale: bilanciamento del bianco e compensazione dell'esposizione, il tutto senza una grossa perdita di informazioni rispetto alle stesse operazioni eseguite su file TIFF o, peggio, JPEG. Senza contare che questi preziosissimi file rappresentano un vero e proprio "negativo digitale": se non siete contenti dei ritocchi effettuati potete benissimo riprendere in mano gli originali e rifare tutto da capo, un vantaggio non da poco!
2 - Trasferire su PC
In questa fase bisogna trasferire le immagini nella cartella:
/da_fare/1_process_original
In questa cartella metto i file RAW (se presenti) o i JPEG creati dalla macchina fotografica.
Il trasferimento dei file è un'operazione semplice ma un po' delicata: un errore e potremo salutare per sempre le nostre amate foto! Molto velocemente, ecco qualche pericolo da tenersi alla larga:
- è preferibile copiare i file, piuttosto che spostarli: per cancellare c'è sempre tempo!
- non c'è molta differenza fra spostare la card o collegarsi tramite apposito cavetto (USB o Firewire). Diciamo che c'è più "pericolo" nell'armeggiare con lo sportellino della fotocamera, ma non voglio essere troppo paranoico su questo aspetto;
- attenzione ai virus informatici! Troppo spesso mi è capitato di infilare una SD card nel PC di amici e di ritrovarsi un bel (figlio di) trojan, pronto a smandrillare (leggi: riprodursi) sul più alto numero di computer possibile. Occhio!
- una volta sicuri di aver trasferito tutto, scollegate la card utilizzando l'opzione "scollega device USB" presente in tutti i sistemi operativi; 9 volte su 10 non serve, ma abbiamo detto che siamo paranoici, no?
- da ultimo, molti consigliano di formattare la scheda ogni volta che la si reinserisce nella fotocamera. In realtà ogni tot utilizzi sarebbe giusto effettuare una formattazione di basso livello, operazione che controlla a fondo ogni singolo bit della card.
3 - Backup preliminare
Per i veri maniaci della sicurezza, per informatici veri o (più seriamente) per i fotografi professionisti. Non c'è nulla di peggio che perdere i file dell'ingaggio per il matrimonio, perché oltre a non essere pagati potrete contare in una bella denuncia, se vi va bene, o in una simpatica visita dei cugini della sposa, esperti di kick-boxing e decisamente poco amanti delle buone maniere! Scherzi a parte, salvare il tutto su DVD riscrivibile è una forma di backup "leggero" e temporaneo che può salvarvi se quegli scatti sono davvero molto importanti. Se non sono così importanti e/o avete poco tempo a disposizione per questa attività lasciate pure perdere oppure, ancora meglio, salvateli su un disco esterno, un'opzione decisamente più veloce. La decisione spetta a voi!
4 - Conversione da RAW
A questo punto converto i file se necessario:
- salvo i RAW in JPEG con bassa risoluzione e qualità;
- lascio intatti i JPEG creati dalla fotocamera stessa.
Sposto poi tutti JPEG in:
/da_fare/2_rating_and_tag
e i RAW in:
/da_fare/3_ritoccare_or_archiviare
Vi devo confessare che inizialmente la procedura era un po' più articolata:
- eseguivo correzioni come bilanciamento del bianco, esposizione e altro;
- convertivo tutto in TIFF non compresso;
- archiviavo sia i RAW originali (come riferimento), sia i TIFF perché direttamente utilizzabili e ricercabili, grazie ai meta-dati EXIF e IPTC.
Purtroppo questo approccio aveva dei gran difetti, principalmente un gran spreco di spazio e di tempo. Comunque voi siete liberi di salvare i TIFF non compressi al posto dei JPEG, sappiate però lo spazio richiesto per i backup raddoppierà! Inoltre avete comunque i RAW originali se volete fare dei lavori "speciali", quindi...
5 - Rating & Tag
Questa fase è la più lunga, laboriosa e noiosa, ma è fondamentale per poter archiviare correttamente le proprie foto. Si tratta di aggiungere queste informazioni alle foto:
- Rating: è una valutazione della "bontà" della foto, in una scala da 1 a 5;
- Tags: i tag sono delle parole-chiave da associare alla foto, molto utili per creare assegnare la stessa foto a più argomenti.
Questi meta-dati finiscono nelle sezioni EXIF e IPTC dell'immagine, e possono contenere molto altro:
- dati della fotocamera;
- condizioni di scatto;
- titoli e descrizioni;
- commenti;
- e molto altro!
L'esistenza dei dati EXIF è il motivo per cui non cambio mai il nome al file: in questo modo i JPEG vengono utilizzati come veicolo delle informazioni, mentre i RAW forniscono il... materiale grezzo (che è appunto la traduzione dall'inglese di raw).
Ci sono molte possibilità per eseguire questa operazione, spesso è il sistema operativo stesso che mette a disposizione delle utilità (ad es. Gestione Risorse di Windows), ma molti (me compreso) preferiscono affidarsi a programmi specifici, che possono operare su molti file contemporaneamente e che magari vedremo in un altro articolo. Il requisito fondamentale è che i meta-dati vengano salvati nel file stesso dell'immagine. Purtroppo molti programmi, anche molto ben fatti, si ostinano a salvare questi dati in un loro database in chissà quale formato e chissà in quale directory. Tutto ciò rende inutile quest'operazione, dato che queste informazioni devono spostarsi insieme alle immagini a cui si riferiscono!
6 - Archiviazione e 7 - Backup
Una volta terminata questa fase, spostate i file in:
/da_fare/3_ritoccare_or_archiviare
Qui si decide il destino delle foto. Io personalmente uso questi parametri:
- rating = 1 : cancellare;
- rating = 2 : ri-sposto il file in /da_fare/2_rating_and_tag, per dargli un'ultima possibilità;
- rating = 3 o superiore: tengo il file.
Dopo aver esaurito la lista e ri-processato gli eventuali file dubbi, passo all'archiviazione vera e propria.
L'archiviazione avviene su un disco esterno, dove ho questa struttura:
/stampate /01 /02 /03 ... /non_stampate /12 /13 /.. /temp
Il criterio di suddivisione delle cartelle numerate è semplice: ogni cartella non supera i 4 Gb, e le nuove foto finiscono in temp. In questo modo quando temp raggiunge i 4 Gb (o poco meno) la rinomino con il progressivo, la salvo su DVD (step 7) e creo una nuova cartella temp vuota.
Se poi decido di stampare le foto, ovviamente non tutti i 4 Gb altrimenti diventerò povero in un battibaleno, faccio un CD o un DVD e sposto la cartella in stampate.
8 - Utilizzo
A questo punto utilizzare le foto diventa molto più semplice: praticamente ogni sistema operativo, e molti programmi di grafica, consentono la ricerca per tag, rating, nome del file, eccetera. Ci basterà quindi cercare ad esempio i tag "gatto" "estate" "2003" per ritrovare le foto del nostro micio quando era ancora un cucciolo e pesava meno di 25 kg, oppure potremmo dover selezionare le migliori foto del mare, nel qual caso specificheremo un "rating" maggiore o uguale a 4 stelle, e così via. Molto, ma molto comodo.
Conclusioni
E voi, che mi dite? Avete un metodo di lavoro differente? Soprattutto, avete un metodo di lavoro? Critiche? Suggerimenti? Avanti allora, fatemi sapere cosa ne pensate!
Links
Ho trovato in rete degli articoli che affrontano quest'argomento:
- What is Your Post Production Workflow? (digital-photography-school.com)
- Develop An Efficient Photography Workflow (picturecorrect.com)
- Quale flusso di lavoro utilizziamo in digitale? (Adolfo Trinca)
- dimitri's blog
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Ottimo articolo, utile e
Grazie di avermi citato nelle