PEC (Posta Elettronica Certificata): ovvero in coda alla posta... su internet!
L'avvento della Posta Elettronica Certificata (PEC) poteva essere un'occasione di rilancio di immagine e credibilità da parte della pubblica amministrazione e del ministro Brunetta, che di proclami ne ha fatti tanti e di brutte figure altrettante...
L'altro ieri, l'ennesima inaugurazione in pompa magna, campagne (multi-)mediatiche, entusiasti lanci di agenzia: è arrivata la PEC per tutti! Evviva! Mi appunto un bigliettino, per ricordarmi di andare sul "portale" (ma non erano andati fuori moda i termini della New Economy?) creato allo scopo, e... ecco cosa mi compare non appena cerco di accedere al servizio di attivazione:

Una simpatica "headset hottie" (traducibile con - mi perdonino le signorine - "fighetta con cuffia") mi avverte che ci sono troppe connessioni in corso! Posso affermare di essere in coda (virtualmente) alla posta da tre giorni, alla faccia del velocizzare e snellire i rapporti con la pubblica amministrazione...
Di sicuro molte delle responsabilità potrebbero essere imputate alle Poste, i cui sistemi informatici hanno limiti di progettazione e implementazione ormai noti, ma penso sarebbe stato saggio fare qualche test in più, eh...
- dimitri's blog
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